Scherma Paralimpica

 

La nascita della scherma in carrozzina risale al 1953 ed è immediatamente successiva a quella dello sport in generale praticato dagli atleti con disabilità, quale strumento riabilitativo e di recupero degli invalidi della seconda Guerra Mondiale, attuato dal Professor Ludwig Guttman già dal 1948 in Inghilterra, paese che ha dato i natali al movimento paralimpico internazionale.

La scherma in carrozzina, dunque, è stata inclusa nel programma gare dei Giochi Paralimpici estivi fin dalla prima edizione di Roma 1960.

Anche in Italia è stata una delle prime discipline ufficiali del Comitato Italiano Paralimpico, praticata già prima degli Anni '60 in seno al Centro Paraplegici di Ostia.

Attualmente, la Federazione Italiana Scherma (FIS) ha riassorbito la Federazione Italiana Scherma in Carrozzina (FISC). La sezione paralimpica, quindi, si concentra prevalentemente su persone con disabilità fisica.

La persona con disabilità fisica, infatti, viene classificata secondo tre diverse classi che tengono conto di diversi parametri, in primis la capacità di equilibrio del soggetto, per poi stabilire la tipologia di avversari con i quali si potrà confrontare.

Le disabilità fisiche e sensoriale visiva sono quelle contemplate dal settore agonistico della Federazione Italiana Scherma.

I maestri e gli istruttori di scherma nei corsi di livello regionale e nazionale acquisiscono le competenze specifiche per poter insegnare alle persone con disabilità motorie e sensoriali visive.

Nelle scuole di scherma è prassi far allenare insieme tutti gli allievi a prescindere dalle disabilità.

 


 




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